Fendi e lo sviluppo sostenibile

Vorrei invitarvi a leggere questo articolo, anche se all’apparenza puo’ sembrare lungo.
E’ giusto secondo me dare visibilità a queste notizie.
Su invito dell’International Trade Centre (ITC, agenzia dell’ONU e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio), Ilaria Venturini Fendi parteciperà come relatrice a RIO+20, Corporate Sustainability Forum: Innovation & Collaboration for the Future We Want, il forum organizzato dal Global Compact delle Nazioni Unite sul tema della sostenibilità di impresa.
Il 17 giugno 2012, durante una sessione dedicata al modello di business sviluppato dal programma di Moda Etica dell’ITC intitolata “Good Business Models for a Sustainable Future”, Ilaria Venturini Fendi in qualità di imprenditrice parlerà di Carmina Campus, il marchio di accessori prodotti con materiali di riuso che ha fondato nel 2006 e di cui è designer. In collaborazione con l’ITC, Ilaria Venturini Fendi ha sviluppato un progetto produttivo per realizzare
una linea di borse interamente fatta in Africa con materiali locali.
La manodopera è affidata a comunità di persone marginalizzate che ITC inserisce in un programma di lavoro e acquisizione di know-how, con il fine di creare microimprenditori in grado successivamente di gestire in modo autonomo la propria professionalità. “Not charity, just work/Non beneficenza ma lavoro”: questa in sintesi la filosofia del progetto, condivisa da Carmina Campus, che va oltre la politica dei sussidi per promuovere sviluppo creando opportunità di lavoro.
Gli altri relatori che parteciperanno alla sessione sulla Moda Etica sono esperti ed attivisti di ogni parte del mondo impegnati in ambiti
diversi. Hanno confermato la loro partecipazione Aminata Traorè, fondatrice del Forum Sociale Africano ed ex Ministro della Cultura del Mali, che da tempo studia le conseguenze della coltivazione del cotone in Africa, Leonardo Boff , scrittore, teologo e attivista brasiliano, Auret van Heerden, Presidente del Fair Labor Association, Willa Shalit, impreditrice che lavora con artigiani ruandesi e haitiani, e Fabrice Leclerc, docente di sostenibilità. La sessione ha l’obiettivo di lanciare una piattaforma di discussione sullo sviluppo di nuovi modelli di impresa, con cui rinnovare approcci ormai obsoleti e non in grado di garantire una crescita davvero sostenibile. Saranno presentati esempi di fattibilità in cui salvaguardia ambientale e lavoro per comunità marginalizzate possano
diventare soluzioni applicabili anche in comparti come la moda.
L’intento è dimostrare che anche lo sviluppo sostenibile può generare profitti per le imprese.

Al temine della sessione gli speakers partecipanti verranno invitati a costituire un comitato internazionale, ospitato e gestito dall’ITC, l’International Advisory Commitee (IAC), per fornire assistenza e consulenza su nuovi progetti di impresa provenienti da comunità marginalizzate, al fine di guidare gli investitori verso l’attuazione di strategie imprenditoriali sostenibili. Gli ambiti presi in esame in base agli standard internazionali della piattaforma AID FOR TRADE saranno quelli dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e dell’anti-corruzione.

Con più di 2000 partecipanti, il forum darà l’opportunità ad imprese, privati ed associazioni la possibilità di confrontarsi con governi, autorità locali, media, società civile ed istituzioni delle Nazioni Unite (Agenzie, Fondi , Pragrammi e il Global Impact Local Network).
Dopo la sessione plenaria inaugurale, oltre 60 sessioni parallele saranno focalizzate sui temi in agenda: Energia e Clima, Acqua ed Ecosistemi, Agricoltura e Cibo, Sviluppo Sociale, Urbanizzazione e Città, Economia e Finanza dello Sviluppo Sostenibile. La sessione finale di vertice distillerà le conclusioni e raccomandazioni che verranno trasmesse a Governi ed istituzioni, in particolare ai partecipanti alla seconda parte del forum, che si terrà dal 20 al 22 giugno, durante la quale i leaders mondiali si incontreranno per costruire consenso su un modello più sostenibile di sviluppo.

Per la comunicazione sull’evento diretta a consumatori e operatori del settore moda saranno attive due piattaforme internet con blog, una raccolta di brevi video e collegamenti ai social networks (Facebook e Twitter).

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